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Benvenuto in Humor: il sito dedicato alla raccolta di barzellette, aforismi, immagini divertenti, fesserie e tutto ciò che aiuta a tenere alto lo humor! ;-)
Questo sito è il risultato di una raccolta di stupidaggini che per anni hanno letteralmente bombardato la mia povera email. Buona navigazione!

 

Barzelletta Cammelli

Un cammello cucciolo dice al padre:
" Papa'..ma a cosa servono le due gobbe che abbiamo sul dorso?"
" Vedi figliolo....quando andiamo in missione nel deserto, che camminiamo
per giorni e giorni, noi cammelli non abbiamo bisogno ne di bere ne di
mangiare. Immagaziniamo acqua e cibo nelle due gobbe e resistiamo a
lungo senza bisogno di fermarci mai".
" Papa'..e a cosa servono le sopracciglia cosi lunghe e folte che abbiamo?"
" Vedi figliolo....quando andiamo in missione nel deserto, che camminiamo
per giorni e giorni, noi cammelli possiamo resistere anche in mezzo alle
terribili tempeste di sabbia. Con le sopracciglia proteggiamo i nostri
occhi e possiamo procedere nella tempesta ad occhi aperti".
" Papa'..e invece a cosa servono i cuscinetti che abbiamo fra le dita degli zoccoli?"
" Vedi figliolo....quando andiamo in missione nel deserto, che
camminiamo per giorni e giorni, noi cammelli possiamo camminare nella sabbia
leggeri come libellule. Con i cuscinetti non permettiamo alle nostre zampe di
affondare e possiamo procedere velocemente".
" Papa'..ma perché abbiamo la pelle cosi dura e resistente?"
" Vedi figliolo....quando andiamo in missione nel deserto, che camminiamo
per giorni e giorni, noi cammelli possiamo camminare di giorno e di notte.
Con la nostra pelle non permettiamo al sole di bruciarci e la notte
rimaniamo al caldo".
" Va beh,Papa'..ma allora che cazzo ci facciamo allo zoo di Londra?"

Barzelletta Napoletani

Un anziano Napoletano che vive nelle campagne del Milanese, solitamente in primavera si faceva aiutare dal figlio a ripiantare il giardino, ma poiché suo figlio era in prigione, quest'anno non lo avrebbe potuto aiutare.

L'anziano scrivendo al figlio in prigione, spiegava questa sua piccola tragedia.

Caro Gennaro,
mi sento molto triste poiché quest'anno non posso ripiantare il giardino come ogni anno.
Sono troppo vecchio per farlo da solo.
Se tu fossi qui, non sarei cosi triste, poiché ci penseresti tu a zapparmi tutto il giardino.
TUO PADRE.

Un paio di giorni più tardi l'anziano riceve una lettera dal figlio.

Caro papà,
per l'amor di Dio, non zappare il giardino.
Lì ho nascosto tutti i miei soldi e la mia droga da vendere.
TUO FIGLIO GENNARO

Alle sei del seguente mattino, la polizia di Milano arriva e scava per tutto il giardino senza trovare traccia ne' di soldi ne' di droga.
Scusandosi con l'anziano signore vanno via.
Più tardi durante lo stesso giorno, il padre riceve una lettera dal figlio.

Caro papà,
adesso puoi ripiantare il giardino.
E' stato il meglio che ho potuto fare considerando le circostanze.
Un abbraccio
TUO FIGLIO GENNARO.

Barzelletta Anniversario di matrimonio


Una coppia di anziani coniugi sta festeggiando il loro 75° anniversario di matrimonio in un elegante ristorante. Alla fine della cena il marito si rivolge affabilmente alla moglie e le chiede:

"Cara, c'e' una cosa che e' da tanto tempo che ti vorrei chiedere. Mi ha sempre colpito il fatto che il nostro decimo figlio non assomigli per niente agli altri nove. Ora voglio assicurarti che questi 75 anni con te sono stati un'esperienza stupenda e la tua risposta non potra' in alcun modo modificare questo mio giudizio. Ma io debbo sapere, il dubbio mi assilla da molti anni. Ha egli un padre differente?".

La moglie china la testa incapace di guardare negli occhi il marito e commossa dal suo candore, dopo alcuni secondi di pausa, confessa:

"Si', caro, perdonami. E' cosi' ".
Il vecchio e' profondamente abbattuto, la realta' di quello che la donna ha appena confessato e' piu' forte di quello che si sarebbe aspettato. Con le lacrime agli occhi egli chiede:

"Chi? Chi e' il padre?".
Nuovamente l'anziana donna china la testa, non vorrebbe rispondere, non riesce a trovare il coraggio di dire tutta la verita' al marito. Ma alla fine, con un filo di voce, esclama:

"Tu".

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